IL MITO DI ORFEO ED EURIDICE COME NON LO AVETE MAI VISTO

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Lara Marta Russo stupisce il pubblico con “Che farò senza Euridice? Il pasticcio musicale del mito”

Per il Catania Off Fringe Festival, tenutosi dal 10 al 3O ottobre sono stati selezionati 54 spettacoli teatrali, ospitati da ben 11 spazi performativi distribuiti nel capoluogo etneo. Una perla a cui fatto da vetrina il Festival è lo spettacolo “Che farò senza Euridice? Il pasticcio musicale del mito”, di e con Lara Marta Russo, nel ruolo di Euridice, Eros, Persefone, la madre di Orfeo e un demone dell’inferno, con Alessandro Chiaramonte nel ruolo di Orfeo, e per la regia di Marco Tringali.

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I due protagonisti

La pièce è andata in scena alla Sala De Curtis nei giorni 20, 21, 22, 23 del mese di ottobre, e al Palazzo della cultura – Auditorium Concetto Marchesi il 27, 28, 29 e 30 ottobre. Non è stata lanciata dal “Catania Off Fringe Festival” ma ha debuttato nel 2017, con l’attore e performer Aurelio Rapisarda nel ruolo di Orfeo, ed è andata in scena nel gennaio del 2020 prima dello scoppio della pandemia da Covid-19.

Lo spettacolo non è esattamente una riscrittura del mito di Orfeo ed Euridice, ne rispetta invece l’intreccio e lo sviluppo. Il mito è stato “pasticciato”, come suggerisce il sottotitolo, ma con l’intento di riproporre il messaggio d’amore che da sempre ci viene tramandato da questo racconto eterno, ripulendolo però dall’alone drammatico che ineluttabilmente possiamo toccare con mano quando lo si legge in chiave classica, al fine di suscitare delle riflessioni con leggerezza e ilarità. E Lara Marta Russo realizza quest’obbiettivo attraverso tre espedienti necessari in egual misura: arricchendo il racconto con quella fantasia che non inventa storie nuove, ma più di questo guarda a quelle già conosciute da angolazioni diverse, e osa immaginarne risvolti nuovi, insoliti o apparentemente improbabili, e colori diversi nella caratterizzazione dei personaggi; divertendo il pubblico e divertendosi con il pubblico, poiché tutti i tasselli dell’intreccio sono legati da un fil rouge brillante che richiama la migliore commedia dell’arte di cui può vantare la nostra tradizione, ma anche molta Stand-up comedy di qualità che negli ultimi decenni si è aperta un varco negli show televisivi e nei canali YouTube dedicati anche alla comicità e al cabaret.

L’ultimo espediente, che ha reso ancora più esilarante lo spettacolo, è la musica. L’intera pièce è infatti costellata da canzoni di successo, in questo caso riscritte e rivisitare dalla Russo, spaziando fra diversi generi musicali, dal rock melodico e dall’hard rock, ai classici della tradizione cantautorale italiana, fino alle sigle dei cartoni animati anni ‘80 e della Disney. È facile riconoscere, man mano che si fruisce dello spettacolo, le basi musicali di grandi evergreen come “Il triangolo”, di Renato Zero, “Sarà perché ti amo”, dei Ricchi e Poveri, e di veri successi intramontabili come “I want to be break free”, dei Queen, o “Call me” di Blondie e “Thriller” di Michel Jackson. Sia Lara Marta Russo che Alessandro Chiaramonte si sono destreggiati sul palco mettendo in campo una potente verve comica, espletata attraverso battute ilari e dialoghi arguti, una padronanza impeccabile di tutte le tecniche dell’arte performativa.

Ma oltre aver cantato, ballato e recitato in modo eccelso, durante lo spettacolo hanno anche abbattuto la quarta parete. Significativo in tal senso è stato il momento in cui un Orfeo diverso da quello dell’inizio dello spettacolo. scende letteralmente dal palco e coinvolge il pubblico, che pur rimanendo seduto interagisce direttamente con gli attori. Sì, perché durante e alla fine di questo viaggio negli inferi, Orfeo cambia, risolve i suoi problemi, e proprio mentre cerca e trova la sua amata, ritrova sé stesso. In fondo l’amore è sempre un viaggio per scoprire gli altri e, negli altri noi stessi, e soprattutto fiorisce in tante forme. Questo spettacolo è un invito e un inno all’amore universale, inteso come apertura al prossimo e dono di sé. Quindi non solo assolve a uno dei fini per cui è nato il genere del mito, cioè quello di rispondere alle domande che l’uomo si pone fin dalla notte dei tempi e far riflettere su temi universali come l’amore, ma va oltre: ci regala una saggezza antica e semplice che va oltre ogni retorica, e che è legata all’intelligenza del cuore.

Lara Marta Russo è attrice e performer, insegnante di canto ed emissione vocale.

Inizia la sua formazione nel 2004 studiando arti performative alla Musical Theatre Academy. Nel 2007 ottiene il Premio “G. Armone” (rassegna teatrale regionale) in qualità di Miglior Attrice Caratterista per il ruolo di April nel musical Company. Negli anni si perfeziona nelle varie discipline studiando recitazione al Teatro degli Specchi e canto con metodo Estill Voice Training System al CESM (2008). Si è abilitata per ottenere la certificazione Estill Master Trainer nel 2018, iniziando il suo percorso come insegnante di canto e Vocal Coach. Ha collaborato come attrice e performer in diverse produzioni insieme alle compagnie teatrali Diapason, Teatro degli Specchi, Brigata d’Arte, Teatro Brancati, Teatro Ambasciatori. Ha partecipato a diversi workshop con professionisti del settore tra Catania, Londra e Las Vegas, come Luca Gnerucci, Joel Contival e Paolo Nani. Ha recitato in alcune pièce brillanti e innovative, come Istruzioni per l’uso, scritto dal performer Andrea Grasso, e in spettacoli di successo e dalla scrittura originale come Bastardi a Cena, Micio Tempio. Vietato ai minori e La bisbetica domata, firmati e girati da Marco Tringali, attore e regista che dal 2003 è impegnato con passione ed entusiasmo nel campo della formazione teatrale, della regia e della scrittura drammaturgica, e ha curato la regia di spettacoli di grande rilevanza come Le baccanti. Il suo primo lavoro teatrale, Con la testa fra le nuvole, messo in scena nel 2005 ha guadagnato la ribalta nazionale. Insegna recitazione da una quindicina d’anni al Teatro degli Specchi ed è socio cofondatore dell’associazione culturale We Tribe, in cui la Russo ha gestito un corso di avviamento alla recitazione per adolescenti.

Alessandro Chiaramonte ha studiato all’Accademia Internazionale del Musical e, oltre che performer è anche attore caratterista. Ha recitato, cantato e bellato in diversi Musical: Dremeria, andato in scena quest’estate al Teatro Ambasciatori, per la regia di Lorenzo Cristofaro; il musical Anastacia, andato in scena nel febbraio di quest’anno per la rassegna “Fiaba, cioccolata e divertimento” al Teatro ABC di Catania; My Fair Lady, nel dicembre 2021 al Teatro Metropolitan, per la regia di Gisella Calì. Ha partecipato alla performance immersiva Colapesce-La leggenda sull’isola, scritta e diretta da Gisella Calì, realizzata nella suggestiva Torre Spagnola a Porto Palo di Capo Passero. Ha partecipato a diversi workshop di recitazione, come quello condotto dal regista Nicola Alberto Orofino sullo studio di “Amleto”.

Hanno partecipato allo spettacolo in qualità di “voci off”, Carolina Pulvirenti, attrice, socia e cofondatrice dell’associazione “Ouroboros”, Luigi Pulvirenti, fotografo, bassista, e grafico presso lo studio “UDesign-studio grafico” insieme ad Alessio Ardini, anche lui musicista. Tutti e tre gli artisti hanno inoltre lavorato alle luci e in generale dietro le quinte, dando quel prezioso supporto tecnico senza il quale nessuno spettacolo teatrale può reggersi in piedi e riuscire nel pieno delle sue potenzialità.