LIBRI VS EBOOKS: VERSO UNA SOCIETÀ SEMPRE PIÙ DIGITALIZZATA

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Da “curiosità tecnologica” a elemento sempre più presente. Eppure la storia dei “libri elettronici” è molto più vecchia di quanto non si creda

Da anni, si è acceso un dibattito ostico sulla differenza tra libro cartaceo ed ebook. Anche se in verità rappresentano due modi differenti di approcciarsi alla lettura. Alcune ricerche hanno dimostrato che la lettura su schermo è più veloce e meno lineare, mentre il cartaceo permette di approfondire meglio un testo complesso.

Si può dire che il libro cartaceo è “statico”, mentre il digitale può anche essere modificato, col permesso dell’editore.

Possiamo effettuare un elenco dei “pro e contro” tra le due tipologie di testi: sicuramente gli ebook vincono per praticità perché non occupano spazio e sono facili da portare sempre dietro (tablet, smartphone, Kindle etc.), e per i prezzi inferiori, il tasto negativo è dato dalla batteria e dalla connessione internet.

Ma sicuramente è l’emotività che lega, noi amanti del cartaceo, al profumo ed alla soddisfazione di girare le pagine: cioè danno molto alla nostra parte sensoriale. Di contro hanno peso e spazio.

Kate Garland, ricercatrice dell’Università di Leicester, ha dimostrato che cambia il nostro modo di ricordare le informazioni a seconda della lettura su schermo o su carta. Capiamo allora, veramente, quali sono i vantaggi e gli svantaggi del libro digitale e quali quelli attribuibili al libro cartaceo.

Se da un lato per molti, soprattutto in Italia (perché oltreoceano non pochi definiscono i volumi “dust collectors”: “raccoglitori di polvere”) il fascino della carta stampata – per alcuni anche l’odore – è innegabile; al tempo stesso è altrettanto incontrovertibile la praticità degli ebooks. Per soffermarci a guardare la questione da un’altra prospettiva, possiamo certamente dire che la fame di “spazio” (e senza scomodare il fatto che la popolazione umana ha raggiunto in questi giorni la cifra di 8 miliardi!) rende poco appetibile per sempre più persone riempire di libri nelle proprie case scaffali e stanze: sovente si leggono annunci di persone che donano i propri libri (spesso “adottati” da biblioteche pubbliche o sociali non lucrative) o addirittura se ne disfano buttandoli.

Inoltre, va notato come i libri elettronici rappresentino un modo per accedere a tanta parte di conoscenza a costo zero: la disponibilità di testi, classici come anche meno conosciuti, gratuitamente scaricabili è enorme: a distanza di un solo “click” migliaia di volumi di pubblico dominio o rilasciati gratuitamente dagli autori sono a disposizione ovunque, in qualsiasi momento.

Pioniere di questa realtà è stato, nel lontano 1971, il Progetto Gutenberg, iniziato da Michael Hart per dare vita a una vera e propria “biblioteca di Alessandria” digitale per salvare e mettere a disposizione di tutti il maggior quantitativo di libri e di conoscenza. Nota spiacevole, è che dal 2020 (proprio in corrispondenza dello scoppio della pandemia, e con essa il “boom” di consumi domestici di intrattenimento) il Progetto Gutenberg è bloccato in Italia e in Germania, in seguito a contestazioni in merito al Copyright. Infatti, il medesimo progetto nasce negli USA (dove, per l’appunto, gli ebooks sono preferiti ai “dust collectors”) adeguandosi alla normativa statunitense, che però è differente da quella europea: alcuni testi (pochissimi in realtà, essendo la legge nordamericana meno “generosa” di quella del vecchio continente) risultano di pubblico dominio negli Stati Uniti, ma non ancora in Italia e in Germania.

Ma, mentre dalle parti di Berlino hanno successivamente trovato un accordo “bloccando” solo le aree del Progetto Gutenberg che ospitano gli ebooks “incriminati”, nel Belpaese tutto il sito è ancora non raggiungibile, e secondo alcuni non lo sarà mai più.

Salvo utilizzare una vpn (anche gratuita), o rivolgersi ad alternative come www.liberliber.it, Google Books (che ospita anche molti ebooks di libero download) o il sempre ricco www.archive.org, che ospita anche ebooks in prestito digitale (mediante DRM – Digital Rights Management – a tempo) ed opere audiovisive e multimediali, sempre di pubblico dominio.

Passando agli ebooks a pagamento, da tempo è nota la lamentela di quanti notano una differenza di prezzo troppo esigua tra la versione “elettronica” e quella “cartacea”. In molti fanno notare che, in soldoni, il grosso della differenza di prezzo starebbe proprio nella realizzazione fisica dei volumi e nella distribuzione degli stessi, presumendo che quindi sugli ebooks ci sia un maggior “ricarico”, vale a dire profitto. A parziale “lenimento”, la novità di piattaforme come Amazon che hanno portato nel mondo della lettura abitudini ormai proprie della musica: un abbonamento, per leggere (entro la validità dell’abbonamento stesso) quanti ebooks si vuole senza pagarli singolarmente. Ma anche senza comprarli: alla fine della sottoscrizione, se non si rinnova, spariranno tutti dal proprio account. Un po’ come quanti si disfano dei volumi fisici, perché “mangiaspazio” o “raccoglipolvere”. Ma senza nemmeno poterli donare a una biblioteca.

Che il futuro dei libri sia tutto digitale o no? Ma ciò che è noto che gli eBook reader sono strumenti che gli italiani apprezzano sempre di più.

È comunque importante ricordare una certezza: che leggere faccia bene alla mente. Resta però da capire come la tecnologia influenzi il nostro stile di lettura, e di conseguenza di apprendimento.

Cicerone diceva: «Una casa senza libri è come un corpo senz’anima».
O ancora: «La vita e i sogni sono fogli di uno stesso libro: leggerli in ordine è vivere, sfogliarli a caso è sognare» (Arthur Schopenhauer).

Beh, queste citazioni sono l’esempio di come la letteratura è sempre stata amata nel tempo.

Cartaceo o in formato digitale poco importa. L’importante è leggere!

«I libri pesano tanto: eppure chi se ne ciba e se li mette in corpo vive tra le nuvole» (Luigi Pirandello)